Covid, pochissime reazioni avverse ai vaccini: i dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco

Roma, 9 febbraio 2022 – I vaccini anti Covid sono sicuri, sono stato pochissime le reazioni avverse dopo la somministrazione, e quasi tutte non gravi: è molto più pericoloso infettarsi, se non vaccinati. Lo conferma il Rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini anti Covid-19 pubblicato oggi dall’Agenzia Italiana del Farmaco. I dati e le informazioni di sicurezza e beneficio/rischio sono relativi ai vaccini dal 27 dicembre 2020 al 26 dicembre 2021. Il direttore generale Nicola Magrini: “Il giudizio su questa prima vaccinazione di massa è positivo”.

Mascherine all’aperto, stop all’obbligo da venerdì

Covid, il bollettino con i dati del 9 febbraio

Reazioni dopo vaccino

Nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza, al 26 dicembre 2021, sono state 117.920 le segnalazioni di sospetto anche avverso successivo alla vaccinazione, su un totalement di 108.530.987 dosi di somministrate, con un tasso di vaccino di segnalazione in 10.000 dal vaccino e dalla dose . Di queste la maggior parte, l’83,7% (98.717) segnalazioni è stata inserita negli eventi non gravi. Sono solo il 16,2%, 19.055 casi, stati eventi avversi gravi.

Eventi avversi, quali vaccini

Il rapporto dell’Aifa mostra che i casi avversi sono stati soprattutto segnalati Comirnaty (68%) di BioNTech/Pfizer, che però è stato anche il vaccino più utilizzato. Seguono Vaxzevria (19,8%) di Astra ZenecaSpikevax (10,8%) di Moderno e vaccino COVID‐19 Janssen (1,4%) di Johnson & Johnson.

Febbre e mal di testa

Febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari e articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, sono gli effetti indesiderati negativi e che hanno riguardato tutti i tipi di vaccino (Da tenere conto conto clinic che boni de nel grup) arrivati al 64%).

Dopo la terza dose

Il tasso di segnalazione dopo la terza dose sceso a 21,7 casi ogni 100.000 somministrazioni, inferiore al ciclo primario. La maggior parte delle segnalazioni dopo la vaccinazione eterologa sono relative alla somministrazione di un vaccino a mRNA, dopo prima somministrazione di un vaccino a vettore adenovirale, e la maggior parte non gravi.

Gravidanza, allattamento, fertilità

Mancano segnalazioni riguardo a un effetto negativo dei vaccini anti Covid in gravidanza o allattamento. O per la fertilità. l’Aifa: “E’ indicato sia in gravidanza sia in allattamento e non emergono particolari problemi di sicurezza dai dai di farmacovigilanza e di studi ad hoc in questa popolazione. Non vi sono inoltre evidenze che suggeriscano che i vaccini anti-Covid19 possono se possono negativamente la fertilità in entrambi i vaccini”. Il sottolinea “è apparsa evidente la necessità di vaccinare tale popolazione alla luce anche dei rischi legati all’insorgenza di Covid per la madre o feto”. L’agenzia del farmaco parla di maggior rischio trombotico per le madri non vaccinate, ma anche embolia polmonare e ictus “in seguito a Covid-19”.
La variante alfa, durante la seconda ondata, ha avuto il peggior impatto su madre e feto, con un aumento significativo di sviluppo di polmoniti, ricoveri in terapia intensiva e necessità di supporto ventilatorio. La successiva variante delta ha alzato il livello del rischio. L’OMS quindi è arrivata a raccomandare la vaccinazione anche in allattamento.

Eventi avversi: bambini

Tra i bambini gli effetti indesiderati più segnalati dopo la vaccinazione sono stati febbre, cefalea, stanchezza e vomito. Con un 69% delle reazioni non gravi. Anche se i tassi di segnalazione nella fascia d’età 5‐11 sono preliminari al momento non emergono particolari problemi di sicurezza. Dall’inizio della pandemia sono stati registrati oltre 263.000 casi di infezione nei bambini di età 6-11 anni (dati aggiornati al 1° dicembre 2021): 1.453 sono stati ricoverati in ospedale, di cui 36 in e 9 terapiano in mortens

Decessi legati a vaccinazione

I decessi legati a una vaccinazione, in un anno, sono stati 22, circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate. Il rapporto precisa “entro i 14 giorni dalla vaccinazione, per qualunque dose i decessi osservati sono sempre nettamente inferiori ai decessi attesi. Non c’è quindi, nella popolazione di soggetti vaccinati, alcun aumento del numero di eventi rispetto a quello che ci saremmo aspettati in una popolazione simile ma non vaccinata”. Il 46,4% (352) dei casi riguarda donne, il 52,6% (399) uomini. L’età media è di 79 anni.

Il tempo che intercorre tra la somministrazione e la morte è compreso tra 0 e 14 giorni nel 70% dei casi. Con un intervallo maggiore il 20% dei casi, e non definito nel 10% dei casi. Dopo la prima dose sono stati 456 i casi di decesso, 267 dopo la seconda e 35 dopo la terza.

Segnalazioni: effetto altopiano

Anna Rosa Marra, dirigente Area Vigilanza post-marketing dell’Aifa ha spiegato: “Mentre all’inizio della campagna vaccinale abbiamo avuto dei picchi di segnalazioni, per la novità e anche perchè i primi vaccinati sono stati maneg i mano sanite sanitari, è arrivati ​​​​a un effetto plateau perchè ora vengono segnalati prevalentemente gli eventi gravi. Il maggior numero di segnalazioni è concentrato entro i 60 anni e maggiormente nel sesso femminile”.

Rapporto benificio/rischio positivo

Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, alla presentazione ha sottolineato: “Questo rapporto è uno dei tassilli utili per migliorare la comprensione del rapporto beneficio-rischio dei vaccini anti Covid-19. Il giudizio su questa prima vaccinazione di massa è positivo. Non possiamo considerare una vaccinazione globale perché solo una metà del mondo è vaccinata e lo considero un privilegio rispetto al diritto di accesso ad alcuni dei trattamenti più efficaci di cui si dispone, come i vaccini, e covid in particola ref.

Leave a Comment

%d bloggers like this: