I vaccini Covid, un anno dopo: il rapporto dell’Aifa ne conferma la sicurezza per tutte le fasce d’età

L’Agenzia italiana del farmaco ha preso in cosiderazione il periodo che va dal 27 dicembre 2021 al 26 dicembre 2022 e ha raccolto tutte le segnalazioni di reazioni avverse fatte in seguito a uno dei tre inoculi. In oltre l’80% dei casi si è trattato di effetti collaterali non gravi.


A distanza di un anno dall’inizio della campagna vaccinale contro il covid, è tempo di bilanci. Come ti abbiamo scorso quasi all’infinito, i vaccini sono stati approvati da Ema in regime di emergenza (ad eccezione di Comirnaty per la popolazione over 18 che lo agosto è stato approvato in via definitiva FDA). Per questo motivo, sono soggetti a costante monitoraggio che mira a verificarne efficacia e sicurezza su una popolazione sempre più ampia. E il farmaco erogato, soprattutto oggi, è che questi farmaci sono soprattutto sicuri. Lo conferma un rapporto di Aifa in riferimento al periodo che va dal 27 dicembre 2020 al 26 dicembre 2021 per tutti e quattro i vaccini utilizzati: Comirnaty di Pfizer, Spikevax di Moderna, Vaxzevria di AstraZeneca e il monodose di Johnson & Johnson.

Iniziamo con il dire che su un totale di 108.530.987 somministrarele segnalazioni di reazioni avverse sono state 117.920. Si tratta quindi di circa 109 ogni 100mila dosi. Di quest, l’83,7% non si riferiva comunque a effetti collaterali gravi e riguardava per lo più febber, brividi, cefalea e dolore nel sito dell’iniezione. Il restante 16,2%, invece, riguardava problemi gravi insorti a seguito dell’inoculo, per un total di 17,6 episodi ogni 100mila somministrazioni. Tutte queste si sono manifestate il giorno stesso oppure quello seguente alla vaccinazione, e solo più rari è insorta dopo 48 ore.

In seguito alla terza dosele segnalazioni sono diminuite arrivando a 21,7 ogni 100mila somministrazioni (3.510 in tutto). Di nuovo, la maggior parte riguardava effetti lievi e non preoccupanti, mentre il 15,9% era riferito a reazioni avverse gravi (3,4 ogni 100mila dosi).

Si arriva infine alla parte che più ha fatto e si risveglia a paure: discutere le vaccinazioni in età pediatricain particolare nella fascia che va dai 5 ai 16 anni. Su un totale di 4.178.361 dosi di vaccino somministrate, di cui il 96% agli over 12 e il 4% ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, le segnalazioni sono state 1.170. Rappresentano quindi l’1% di tutte le segnalazioni arrivate, con una frequenza di 28 ogni 100mila. Di nuovo, gli effetti collaterali più comuni sono sati febbre, mal di testa, stanchezza e vomito e il 69% di questi si sono risolti completamente e nel giro di poche ore. Al 26 dicembre 2022, però, le vaccinazioni sugli under 12 erano appena iniziate e dunque i dati raccolti sono parziali. Nessun episodio però che abbia messo in discussione la sicurezza del vaccino inoculare.

E mentre si conferma la qualità dei farmaci che da un anno, in Europa c’è aria di riapertura. Dal 2 febbraio in Danimarca sono saltate tutte le misure restrittive, comprese le mascherine e il passo verde: nel Paese l’81% della popolazione ha concluso il ciclo vaccinale e più del 61% ha ricevuto anche il booster. Il Regno Unito ha invece annunciato che dal 21 febbraio ai positivi non sarà più richiesto rispettare l’isolamento. Qui il 72% ha ricevuto due dosi, mentre il 56% anche la terza. Trova quindi conferma quelo che la comunità scientifica ripete dall’inizio della pandemia: saranno i vaccini a permettere il ritorno alla normalità.

Fonte| AIFA

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